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2014.03.16 Inseguendo le comete

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INSEGUENDO LE COMETE



Il cielo con i suoi fenomeni ha sempre affascinato gli uomini che sin dall’antichità lo hanno osservato e studiato. Ancor oggi, che la ricerca scientifica ha svelato molti dei suoi misteri, osservare in una notte stellata l’universo sopra di noi ci dà grande emozione, ci fa sentire piccoli e parte di una realtà cos
ì complessa che pare trascendere le capacità di conoscenza dell’uomo. Eppure non ci si stanca mai di osservare, esplorare, studiare, divulgare.
Il Planetario di Bedonia – ospitato all’interno del Seminario e fortemente voluto, su suggerimento di un professore lungimirante, dalla Scuola Media locale e dall’allora Sindaco, l’indimen-ticabile Renato Cattaneo, Maestro che ha speso tutta la vita per la diffusione del sapere, va in questa direzione e aiuta bambini e adulti a capire i fenomeni legati all’astronomia che tanto condizionano la nostra vita – il 16 marzo scorso, in occasione della “Giornata dei Planetari” ha organizzato un Convegno di Studi che prevedeva: la Presentazione del Libro “Cometografia Palati-na, stelle erranti nei libri della Biblioteca Palatina di Parma” ; “Sotto le stelle del Planetario”, un percorso sulle leggende del cielo sotto le stelle del planetario; la visita guidata ad alcuni musei del Seminario stesso.
Un’occasione ghiotta per parlare di “stelle comete” o stelle erranti, che poi stelle non sono, ep-pure considerate per migliaia
di anni segno di prodigi, profezie, superstizioni, auspici di catastrofi immaginarie o reali, comunque eventi straordinari. Fu infatti una stella cometa, la Cometa di Halley, ad annunciare la nascita del Messia.
“Cometografia Palatina” è l’VIII volume della collana “Mirabilia Palatina” ed. MUP (Fondazione Monte di Parma). Le autrici Emanuela Colombi e Sabina Magrini con la collaborazione di Anna Maria Anversa, curatrice della collana, ci hanno guidato in un affascinante percorso storico, volto ad illustrare il concetto di cometa dall’antichità ai nostri giorni parallelamente al divenire della scienza e della tecnologia, attraverso un’accurata ricerca nei testi conservati nella Biblioteca Palatina di Parma che ne vanta una raccolta pressoché completa: dalle prime osservazioni di Aristotele, alle teorie di Greci e Romani, da Galileo a Newton fino ai giorni nostri. Il tutto esposto in maniera accattivante, con dovizia di particolari, rigore scientifico, bellissime immagini tratte dai preziosi libri consultati: manoscritti miniati e non, edizioni di pregio, opere rarissime e opuscoletti testimoni loquaci di questa storia.
Le autrici hanno voluto far conoscere al grande pubblico gli autori che hanno scritto la storia delle stelle comete, come ancora le chiamiamo, ma che invece sono palle formate da neve, gas congelati, rocce e polvere dal diametro di alcuni chilometri, pari a una piccola città, pro-vengono dai confini del sistema solare e appaiono periodicamente nel nostro cielo; risplendono quando si avvicinan
o al sole perché, riscaldandosi, gas e polveri fuoriescono formando una coda luminosa che si estende per milioni di chilometri. Sono resti del sistema solare, forse residui della nebulosa da cui si sono formati i suoi pianeti, frammenti che vagano nello spazio da milioni di anni.
Anche se molto è stato svelato, molto ancora resta da scoprire e per questo gli studiosi sono in trepidante attesa dei risultati della sonda “Rosetta” messa in orbita dall’ESA, Ente Spaziale Europeo, che, come la Stele di Rosetta ha svelato il mistero dei geroglifici, dovrebbe leggere nella Cometa 67P di Churyumov-Gerasimenko, gli astronomi che la scoprirono nel 1969, il linguaggio dell’universo. E lo farà con strumenti costruiti e concepiti da italiani. La sonda messa in ibernazione per accumulare l’energia sufficiente, si è svegliata nel gennaio di quest’anno; il 28 marzo si è svegliato anche il robot Philae che a novembre prossimo dovrà posarsi sulla cometa, fotografarla, trivellarla e inviarci una marea di dati scientifici fondamentali. Detta cometa raggiungerà il punto più vicino al sole nell’agosto 2015; a dicembre dello stesso anno finirà la missione di Rosetta. Agli scienziati poi il compito di studiare ed elaborare tutte le informazioni inviate.
Nonostante le conoscenze acquisite, il cielo conserverà per noi lo stesso fascino di sempre e darà a tutti gli uomini che lo osservano un senso di infinito, come ha affermato, introducendo il convegno, Maria Pia Cattaneo, Assessore alla Cultura del Comune di Bedonia e figlia di Renato.

Maria Giovanna Bassi


 
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