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2015.03 Quella vita che non si spegne

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QUELLA VITA CHE NON SI SPEGNE



Voglio leggerla così!
A partire dalla luce pasquale di un mattino primaverile uguale agli altri, eppure infinitamente diverso e nuovo… aperto ad un futuro di grazia e a una Vita intramontabile.
La storia dei nostri giorni, in alcune zone martoriate della Terra, ha i caratteri pasquali, in quel prima di un’alba che ci ha restituito il Dio-Uomo Risorto; e QUELLA VITA CHE NON SI SPEGNE, possiamo contemplarla, per ora, solo nella fede.
Non ne abbiamo il coraggio, non ne siamo capaci, ci mancano le parole giuste da pronunciare… e, soprattutto, la nostra è la voce di chi non ha voce, e può solo sentirsi sgomenta di fronte alle stragi che continuamente si ripetono nei confronti dei Cristiani.
Il Cristo di cui ci stiamo dissetando, stupiti di Risurrezione, è il Cristo per cui vengono uccisi ancora tanti Cristiani nelle regioni dove l’Isis sta imperversando con i suoi inaccettabili rigori.
Nemmeno i bambini vengono risparmiati!
Usati a sette anni per farsi esplodere!
Distrutti nelle scuole perché – lo sappiamo bene – l’istruzione è la rivoluzione che trasforma realmente le coscienze, e restituisce quella consapevolezza di sé che gli assolutismi di governo vorrebbero soffocare attraverso una sottomissione mirata a spegnere la parte migliore dell’uomo, perché ne uccide la dignità.
Meno si sa, meno si è attrezzati per conoscere i propri diritti e difenderli!
Ciò che più sgomenta è l’addestramento degli adolescenti a sgozzare gli ostaggi!
Simulazioni di esecuzioni in cui vittime e carnefici sono sempre bambini: col capo coperto, i primi; muniti di finti coltelli, i secondi.
C’è di che inorridire!
Ancora una volta, la dignità dell’uomo è sopraffatta, schernita, umiliata.
Il Venerdì Santo del Cristo condotto al luogo della Crocifissione attraverso le vie di Gerusalemme, è il Venerdì Santo di tanti nostri fratelli nella fede la cui sola colpa è quella di appartenere a Gesù di Nazaret, e non all’Islam.

Abbastanza facile e scontato affermare: la Pasqua è già, anche per loro! È lo è davvero, per quelli che sono morti col nome di Gesù sulle labbra, ma intanto il terrorismo non si placa, e gli attacchi, oltre a quelli psicologici e morali, si ripetono senza tregua.
Leggere nella luce pasquale anche – e soprattutto – questa realtà, è lo sforzo che la nostra fede esige, senza falsi quietismi e arrendevolezze, ma con l’impegno a risvegliarci tutti dagli assopimenti cui ci siamo adeguati per una troppo comoda e facile vita cristiana che non ci minaccia, non ci chiede grandi sacrifici… e, proprio per questo, rischia di farsi povera e banale, nonché di addomesticarci nelle nostre tranquillità senza rischi.
E invece… occorre un risveglio audace e autentico!
Occorre passare dai nostri crepuscoli infiammati d’indifferenza e normalità, ad albe di luce trepida e feconda che ci renda autentici seguaci del Cristo Pasquale, nella vita di ogni giorno, perché le occasioni grandi e travolgenti potrebbero non arrivare mai!


 
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