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2015.05 Innocenze rubate

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INNOCENZE RUBATE…

Incomprensibile mistero che colma questo nostro tempo pasquale.
L’Innocente per eccellenza, il Cristo, lo abbiamo contemplato – e amato – nel Suo annientamento voluto, scelto, accolto, abbracciato, per amore nostro, di tutta l’umanità…
Non possiamo fare a meno di soffermarci su un altro mistero, ugualmente grande e insostenibile, frutto di insania umana che abita l’oggi della nostra storia e ci lascia attoniti e sbigottiti: quello di tante, troppe “innocenze rubate”, di tanti piccoli cui viene impedita l’infanzia.
Bambini addestrati ad uccidere, privati per sempre della spensieratezza dei loro primi anni, dei sogni arditi dell’adolescenza, di progetti e futuro…

Bambini strappati alla vita, perché di troppo, perché danno fastidio, perché una società malata di valori ed essenzialità, non sa gestire, in modo consapevole e maturo, le alterne vicende del vivere quotidiano…
Ragazzini e ragazzine carichi di bellezza, già pronti a sciogliere le danze del domani del loro esistere, dove potrebbero essere uomini e donne costruttori di una società migliore, che non fanno più ritorno a casa, perché stroncati, come steli di un prato, dalla furia della irragionevolezza umana. Che non può incontrare giustificazioni di sorta!
E così le nostre sere, in nome di una libertà chiamata a dare informazione e del diritto ad essere informati, traboccano di interminabili vicende che si protraggono da anni. Non c’è firma d’autore, per quasi nessuno dei casi affrontati dalla giustizia. Tante, ormai, davvero troppe, le giovani vite stroncate – ne abbiamo perso il conto – ma nessuno ha ucciso! Le stragi non hanno responsabili! La verità non arriva! E le famiglie continuano a piangere…
Forse… questa libertà, che non dovremmo più chiamare libertà, quando diventa invasione delle coscienze e si insinua con prepotenza nelle nostre vite, non è più tale, se scantona nell’eccesso, considerata una crescente labilità di persone facili da plagiare e manipolare, incapaci di gestire le proprie emozioni.
Assistiamo ad un crescente dilagare di violenza che rischia di anestetizzarci, tale e tanta essendo la marea di notizie di morte che si rovescia con la forza devastatrice di uno tsunami sulla nostra realtà.
E corriamo il rischio di assuefazione, perché a volte non reggiamo più il peso immane di tanto male; ci sentiamo impotenti ad arginarlo, anche nel nostro piccolo, quando non riusciamo ad andare oltre incomprensioni e discrepanze che fanno pur parte della vita, trattandosi di frammenti opachi della nostra umanità, che non smette di essere tale, e non sminuisce, se impariamo l’arte di accoglierci in tutti i limiti che siamo e ci portiamo ovunque, sostenendoci a vicenda con la consapevolezza di noi stessi e dell’amore che ci dobbiamo gli uni gli altri.
Ciò che preoccupa di più è il futuro delle nuove generazioni, di queste – appunto – innocenze rubate, cui non è dato di assaporare il gusto della vita, della bellezza, delle piccole gioie quotidiane, della possibilità di crescere in serenità e armonia fra le diversità dell’essere, del credere, dell’agire, con un potenziale immenso di culture che ci rendono più ricchi e più veri.
L’avere troppo compromette il saper valorizzare la vita in tutti i suoi aspetti che la rendono bella, unica, non barattabile con alcuna ideologia di morte! Ma… è solo in nome di quell’Innocente che ha pagato per tutti, che possiamo avere la forza, non di assuefarci a tanto male, ma di trasformarlo in realtà salvifica, con la nostra umile offerta quotidiana, con il nostro impegno di vincere il male con il bene, anche se occorre andare controcorrente…
Se ci crediamo davvero… diviene possibile! E contribuiremo a rendere il mondo migliore!

 
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