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2015.07 Quando la tenerezza

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Quando la tenerezza...


La terra ha tremato ancora…
Il pianto segreto delle sue viscere ha avuto fremiti e sussulti di morte, ed il suo grembo, una volta di più, ha ingoiato la vita… sbriciolando un’esistenza per i più ignara del male che si consuma ovunque nel mondo.
Ci sentiamo un po’ tutti intorpiditi, nella mente e nel cuore, dal nuovo brivido di morte, che ha seminato paura, angoscia, terrore…
Il terremoto ha colpito questa volta una terra già molto povera.
Si contano a migliaia le vittime, e lo stato di indigenza e precarietà, già notevolmente elevato, deve fare ora i conti col nulla…
È un appello che deve toccare le nostre coscienze, per restituire un briciolo di speranza, almeno ai bambini, vittime ancora più innocenti.
Non possiamo restarcene comodi nella nostra indifferenza, perché, "…
dove c’è un uomo, uno solo, lì siamo anche noi; dove c’è memoria di un passato lì troveremo la modulazione nuova delle stesse illusioni, l’inveramento diverso, ma non discordante, degli archetipi dello spirito umano" (Giuseppe TUCCI, Nepal: alla scoperta del regno dei Malla).
Siamo tutti fratelli, in fin dei conti, perché tutti umanità!

Il Nepal, come tutti i Paesi poveri, ha una popolazione relativamente giovane, i bambini sono tanti… e non è nemmeno possibile sapere quanti siano in realtà, perché il diritto alla cittadinanza non esiste per loro dalla nascita, ma viene acquisito solo al compiersi del sedicesimo anno di vita.
Questo piccolo esercito di bambini ombra, "inesistenti" dal punto di vista anagrafico e dei diritti, costituisce una grande risorsa: per la produzione dei tappeti, per la raccolta della sabbia, per la produzione della ghiaia... tutti lavori fatti a mano da questi piccoli schiavi che a otto anni, entrando nel mondo del lavoro, perdono il diritto all’innocenza, all’infanzia, al gioco, al sogno…
Soprattutto per la produzione dei tappeti sono particolarmente richiesti: oltre a poterli tenere maggiormente sotto controllo, le loro dita piccole riescono a intrecciare con maggiore precisione i nodi.
I bambini sono anche vittime di arruolamento forzato e mercificazione sessuale.


Il terremoto che ha colpito questa nazione, ancora di più ha fatto luce su una schiera innumerevole di innocenti che possiamo identificare con una realtà di dolore, di assenza, di privazione.
Fra le tante immagini che i mezzi di comunicazione ci hanno fornito, questa è la più struggente e la più vera: un poema di amore e tenerezza che tenta, come può, di rassicurare e proteggere, in un affidamento umile e povero, ma avvolgente in modo straordinario e intraducibile.
Questi due bambini sono stati ritrovati così, stretti uno all’altro, nella vastità di un tremore che li ha sorpresi forse soli, incustoditi, senz’altra risorsa fuori della tenerezza che li consegna reciprocamente uno all’altro, in quel fidarsi, in quello sperare di cui nemmeno sanno.
Se la tenerezza può essere in qualche modo raffigurata… questa ne è il volto autentico e genuino!
Siamo imprigionati da sovrastrutture, siamo sommersi da ondate di egoismo e indifferenza, intrappolati in lunghi discorsi e teorie interminabili… ma l’amore non ha bisogno di parole! Urge di gesti silenziosi! Liberi, puliti, senza incrostazioni, come questo abbraccio rassicurante…
La tenerezza, infatti, si esprime il più delle volte in un abbraccio, una consegna, un accogliere senza calcolo.
Non ne sapevano nulla, questi due piccoli di "dinamiche" di conoscenza e comunicazione, ma ne hanno vissuto l’espressione più alta in un momento così sublime che ci commuove – anche se la commozione non basta più, da sola – e ci chiede di essere contemplato.
Abbiamo perduto quella squisita sensibilità umana che ci porta ad essere accoglienti, dimentichi di noi stessi per accorgerci dell’altro, delle sue paure, delle sue angosce…
E finiamo così per mettere in pace la nostra coscienza, maceria di mancamenti e indifferenze, di egocentrismo e negligenza, col fare ricorso a tesi costruite su misura, costringendo i significati alla nostra taglia…
Lasciamoci condurre dai piccoli!
Lasciamoci educare dalla loro innocenza, perché la tenerezza, quella vera, senza sovrastrutture e stratificazioni, trovi presto la strada di casa…

 
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