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2015.08 Paesaggio Bellezza e sfida

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PAESAGGIO: BELLEZZA E SFIDA


Il tempo estivo è quello che ci offre maggiori possibilità di riflessione, in un contatto più diretto con la natura:
da vivere, assaporare con gli occhi e col cuore…
da contemplare e abitare in punta di piedi, quasi con un senso di venerazione...
Siamo abitatori di uno spazio, ricevuto in eredità, immensamente ricco di bellezza, sotto il profilo culturale non meno che di quello paesaggistico; ma questo dono ci sta sfuggendo di mano…
Come bambini perennemente insoddisfatti, mai contenti di ciò che hanno, siamo divenuti irrispettosi e irriverenti, nei confronti della sacralità di un luogo traboccante di arte, storia, tradizioni, operosità dell’uomo che lo ha trasformato con la sua saggezza e il suo genio.
Certo, l’ambiente che ci circonda è, in un certo senso, a servizio dell’uomo, perché possiamo nutrire il nostro corpo e la nostra mente, ma abbiamo compiuto ormai devastazioni irreparabili che si ritorcono ogni giorno di più contro di noi.
“A sevizio”, dunque, s’intende!
Non in una sorta di sfruttamento anomalo ed egocentrico, che non sa guardare oltre la linea del proprio orizzonte…
Non ci è più lecito spadroneggiare e abusare, senza pensare alle conseguenze; senza considerare altri abitatori della vita con gli stessi sogni, le stesse esigenze, le stesse speranze.
L’inquinamento la fa da padrone sulle nostre città.
L.’abusivismo edilizio deturpa sconsideratamente gli spazi della nostra serenità e della nostra pace… sì, perché a stretto contatto con la natura, ritroviamo noi stessi, ri-scopriamo la ragione di esistere, entriamo in relazione, troviamo risposte, abitiamo in libertà, evitando un indebito e non giustificabile appropriarsi di ciò che è di tutti.
Non possiamo arrestare il progresso! Più che ovvio! Ma ci sono lezioni d vita che abbiamo smesso di apprendere con la saggezza con cui ci sono state tramandate e che hanno contribuito a costruire il nostro presente.
Ci manca l’equilibrio di muoverci nel pieno rispetto dell’altro e dell’ambiente dentro gli spazi che abitiamo…
Siamo incoscienti e improvvidi di futuro.
Sperimentiamo, ogni giorno di più, una povertà di educazione che troppo facilmente indulge a permissivismi e illeciti abusi, e a pagarne il prezzo più alto sono, quasi sempre, i più poveri, le persone meno corredate di risorse.
È vero, esistono cause naturali, alla base di tanti disastri – non possiamo fermare i terremoti, non possiamo impedire le eruzioni vulcaniche – ma quanta responsabilità grava su di noi per incuria e indifferenza!
Vige ormai la regola che tutto ciò che non è di proprietà strettamente personale possa non ricevere le adeguate attenzioni, e quindi… ambienti comuni soffrono di un
notevole e spregevole degrado, sotto gli sguardi indifferenti di molti, l’incuria dei più, i silenzi complici e i taciti assensi conniventi con realtà di mafia e politiche scorrette.
Quante periferie urbane agonizzano per un abusivismo edilizio che sa di illecito e arbitrario, nonché di tessiture criminali per i dovuti interventi ripetutamente mancati!
Senza scrupolo e con la massima indifferenza!
L’uomo non ha bisogno solo di pane, ma anche di bellezza, per vivere in modo dignitoso; ma quest’aspetto fondante della nostra umanità sembra non ci tocchi più…
Siamo divenuti assenti e lontani, incapaci, ormai, di dissetarci a tutto ciò che non è solo materiale e immediato per soddisfare i bisogni primari.
C’è qualcosa di immorale per non voler soffrire per la perdita della bellezza, per la patria rotolante verso chissà quale sordido inferno di dissoluzione, non più capace di essere lume del mondo”, scriveva trent’anni fa Guido Ceronetti, nel suo ”VIAGGIO IN ITALIA”.
“Non è mai troppo tardi”… era il titolo del programma televisivo condotto dal Maestro Alberto Manzi per vincere l’analfabetismo ancora forte nell’Italia del dopoguerra e offrire a tutti ulteriori possibilità di realizzazione di sé.
Viviamo una nuova era di “analfabetismo”: quello che ci rende sempre più disincantati di fronte al danno che, più o meno consenzienti, arrechiamo all’ambiente.
Abbiamo da ritornare a vivere in maniera più umile, più semplice; dobbiamo attingere e incarnare nuovamente valori dimenticati; dobbiamo recuperare o re-imparare l’abc delle piccole rinunce che, forgiando la nostra volontà, ci portino a vivere dell’essenziale, evitando qualsiasi spreco e tutto ciò che, superfluo, moltiplica i nostri bisogni e ci rendi schiavi di esigenze sempre nuove.
Negli articoli che compongono il testo della proposta di legge per la salvaguardia dell’ambiente, il nono e il decimo sono di particolare interesse: aprire un “Bando di idee per la bellezza”; istituire un “Osservatorio Nazionale per la Promozione dei Gesti e delle Azioni Civiche”.
Quanto da risalire!
Innamorandoci della bellezza, che cogliamo ovunque nella nostra splendida terra italiana, non tollereremo oltre l’esasperato degrado ambientale!
È inevitabile: bisogna tornare a educare e a educarci al rispetto, al senso dell’altro, alla condivisione, al superamento di ogni forma di egoismo che crea emarginazione e crescente divario sociale.
Tutto ci riconduce ad un’umanità più vera ed universale!
È urgente agire!
I ritardi non sono più tollerabili!

 
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