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2015.09 Pubblicità... Segmenti quotidiani

Attualità > Attualità 2015

PUBBLICITÀ:
SEGMENTI QUOTIDIANI
CHE DISTORCONO DALLA REALTÀ



In questi ultimi giorni non sono riuscita a guardare la televisione.
C’è talvolta grande povertà di contenuti, nei programmi che vorrebbero intrattenere le nostre serate, e al già “povero” e “insignificante” si accompagnano le interruzioni pubblicitarie che, sebbene a nostra insaputa, s’insinuano lusinghiere e accattivanti, agendo nel sottosuolo della nostra consapevolezza e scavandovi bisogni che tali non sarebbero.
Mi sono risparmiata, quindi, la fruizione imposta di alcune pubblicità che ritengo offensive nei confronti delle persone e della vita stessa.
Non possiamo nascondere che alcune siano proprio ad effetto, e si propongano con gusto ed una certa raffinatezza. Altre, invece, sono scarse anche dal punto di vista della recitazione… e non riesco a fare a meno di pensare che alcuni ricevano una bella spinta per la piccolissima parte che interpretano, senza spiccare in alcun modo per valore artistico e capacità autentica nel settore.
Faccio riferimento solo a due in particolare, che riguardano la telefonia.
Ne leggo una come un vero insulto alla situazione di disagio e difficoltà economica che un numero sempre crescente di famiglie italiane si trova ad affrontare quotidianamente; l’altra, invece, mi si presenta come una sorta di pronunciamento dissacratorio nei confronti dei valori che – sempre – dovrebbero essere sottesi all’amore, al rapporto di coppia, alla dignità umana.
Nella prima, il cellulare “sfugge” volontariamente al proprietario che non sa come disfarsene, e viene risucchiato dalla macchina stritolatrice da cui non potrà certo essere recuperato…
E tutto questo perché? Perché la “voglia” brucia del nuovo, ultimo modello, già lanciato sul mercato, e che “si deve” acquistare, indubbiamente!
Non sapendo in che modo disfarsene, dunque, perché non può essere giustificata  una “sostituzione” quando il cellulare funziona perfettamente, si ricorre allo stratagemma del lasciarselo sfuggire dalle mani, come casualmente.
Induzione allo spreco, al consumismo esasperato, al poco rispetto per le cose, per l’ambiente, ad una mancanza di correttezza nell’uso di tutti i beni che ci passano fra le mani.
La seconda pubblicità “incriminata”, mi dice la banalità con cui si guarda alla vita, a ciò che fa da supporto al nostro essere creature in relazione, e qui considerate alla pari delle “cose”, rimpiazzabili e sostituibili senza problemi!
Le buone case produttrici offrono varie opportunità di acquisto e diverse opzioni per fruire dei loro servizi: abbiamo soltanto l’imbarazzo della scelta… Nel caso di questo “gioiello” della telefonia mobile, l’opportunità offerta dopo quindici mesi di utilizzo, è la sostituzione con un modello nuovo, senza sovraccarico di spese.
“Si potesse fare così anche con gli uomini”!

“Magari””, conclude la giovane interprete del messaggio!
Nemmeno si trattasse di un abito, un paio di scarpe, una macchina (e sarebbe già eccessivo), o di un altro bene indispensabile o utile alla vita!
Dov’è l’uomo, dunque? L’uomo, inteso in senso di umanità, ovvio!
Ci scivolano addosso, tutte queste provocazioni, e le assorbiamo, quasi senza rendercene conto, e in noi, impercettibilmente… crescono bisogni che tali non sono, e… sempre senza rendercene conto, siamo proiettati nella ricerca esasperata di un conseguimento ad ogni costo, col rischio di rimanere insoddisfatti e scontenti finché non abbiamo raggiunto l’obiettivo.
Questa l’infiltrazione subliminale nella nostra mente, nella nostra vita!
Sensazione che si mantiene al di sotto della soglia della consapevolezza, ma in grado, comunque, di influenzare le nostre scelte e far maturare e crescere bisogni che tali non sono, col conseguente risvolto negativo di far sentire la persona inadeguata e diversa, fuori dalla realtà, qualora non assuma atteggiamenti comuni o non disponga di “certi” prodotti ultimo modello promossi dal mercato.
Allarme inquinamento, anche qui!
Perché intacca la nostra libertà, la nostra capacità di scelta, perché inietta i suoi veleni nella terra buona del nostro cuore…
Non sarebbe ora di iniziare un risveglio, e cominciare a scegliere e decidere in base all’essenziale, a ciò che veramente conta, nella vita?
Ricominciamo a educarci e a educare in questo senso!

 
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