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2015.11 La sacralità delle origini

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La sacralità delle origini


Ogni autentica trasformazione accade a partire dalle origini.
Solo riandando alla sorgente ci si disseta e rinvigorisce!
E dunque… solo rivisitando – col cuore e con la mente – ciò che ci costituisce fin dal principio, in quelle diversità volute da Dio e che ci caratterizzano, noi possiamo crescere e costruire insieme la storia, il futuro, e dare volto all’Umanità.

Si fa un gran parlare di gender, diritti all’adozione anche per coppie omosessuali, matrimonio di copie gay… ed è realtà che tanto infuoca gli animi! La teoria gender è definita come “appartenenza a uno dei due sessi dal punto di vista culturale e non biologico”.
Nell’Osservatore Romano del 10 febbraio 2011, in un articolo scritto da  Lucetta Scaraffia, leggiamo: “La teoria del gender è un’ideologia a sfondo utopistico basata sull’idea che l’eguaglianza costituisca la via maestra verso la realizzazione della felicità. Negare che l’umanità sia divisa tra maschi e femmine è sembrato un modo per garantire la più totale e assoluta eguaglianza a tutti gli esseri umani. Nel caso della teoria del gender, all’aspetto negativo costituito dalla negazione della differenza sessuale, si accompagnava un aspetto positivo: la totale libertà di scelta individuale, mito fondante della società moderna, che può arrivare anche a cancellare quello che veniva considerato, fino a poco tempo fa, come un dato di costrizione naturale ineludibile”.
In realtà, afferma Federica Farruggio, la teoria del gender di per sé non esiste; in nessun ambito accademico se ne parla. Sarebbe, dunque, quella teoria che negherebbe l’esistenza delle differenze sessuali, sostenendo che maschio e femmina altro non sono che delle “costruzioni sociali”. E mi fermo qui.
Per quante disquisizioni possano farsi, in pro e in contra, una sana razionalità non può negare la natura, e, per chi crede, la legge scritta da Dio nelle differenze innegabili che caratterizzano l’essere umano in femminile e maschile.
Il problema, naturalmente, è molto più vasto di quanto possa sembrare a prima vista. Al di là della legge fondamentale di un’umanità vera che sappia rispettare le diversità di pensiero e accogliere con benevolenza chi, non per propria scelta, si trova a vivere una incerta assunzione della propria identità e vuole scegliere quella che ritiene più congeniale a sé, non possiamo negare le conseguenze e i risvolti non sereni nella crescita dei bambini.
L’armonia di uno sviluppo umano equilibrato e armonico attinge innegabilmente alla realtà femminile e maschile espresse in maternità e paternità.
Non possiamo avvalorare scelta alcuna che contrasti e contraddica questo fondamento.
Si devono salvaguardare i diritti di scelta degli adulti: e a quello dei bambini, hanno mai pensato tutti coloro che prolificano con certe teorie?
Ogni creatura che viene al mondo ha DIRITTO ad avere “UN” padre e “UNA” madre, come natura vuole! Si tratta di un diritto inalienabile, che “ogni individuo acquisisce sin dalla nascita”, così come quello di amare ed essere amato, ma nell’ordine e nell’armonia stabilite da Dio!
Comprensione e accoglienza di chi opera scelte diverse, senza proferire giudizi o condanne, ma non si feriscano ulteriormente gli innocenti imponendo loro situazioni in dissonanza stridente con gli equilibri della natura umana! Situazioni su cui non possono pronunciarsi! E le future anomalie affettive? Non si mettono in preventivo? Già troppo sono torturati nella mente e nel cuore i figli di genitori separati! Chi ha speso anni della sua vita accanto ai bambini della Scuola Primaria, sa perfettamente quali difficoltà di apprendimento comportino i disagi affettivi!
Provate a lasciarvi “toccare” dallo sguardo di un bambino in cui si legge uno sconfinato disagio... per problemi affettivi, dovuti a disarmonie familiari... è un grido muto, è richiesta di aiuto che passa solo da quegli occhi feriti, e non ha parole... Bisogna averli “letti” quegli sguardi, con passione e tenerezza, per comprenderne la drammaticità e, almeno un po’ di più, che cosa si stia rischiando, quale società futura stiamo preparando!
Quanti errori si commettono in nome della libertà e del rispetto, oggi maggiormente salvaguardati, come è giusto che sia; ma non di rado certe forme di libertà a gestire se stessi e di rispetto di pensieri e ideologie diverse, scantonano nell’imporre le proprie decisioni a chi non può avanzare le sue.
Io sto dalla parte dei bambini che hanno bisogno di un papà e di una mamma, molto più che del pane e dei giocattoli!
Urge ritornare alla sacralità delle origini, quelle volute da Dio che ci ha pensati e voluti quali artefici di amore e di vita: come ha affermato Papa Francesco nell’udienza del 2 settembre 2015, infatti: “LA FAMIGLIA CHE RISPONDE ALLA CHIAMATA DI GESÙ RICONSEGNA LA REGÌA DEL MONDO ALL’ALLEANZA DELL’UOMO E DELLA DONNA CON DIO”.


 
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