Casa Don Silvio Ferrari - Seminario Vescovile di Bedonia e Santuario della Madonna della Consolazione o di San Marco– case per ferie e per gruppi scout a Bedonia Parma, casa vacanze, case in autogestione o gestite, campo estivo, casa vacanze, casa per ferie, Case vacanze per oratori, scout, campi scuola, associazioni, famiglie, gruppi parrocchiali, scout, autogestioni, in montagna, al mare, ragazzi, bambini Seminario Vescovile di Bedonia, Borgo Val di Taro, Tornolo, Tarsogno, Albareto, casa accoglienza, casa per ferie, ostello gioventù,case per ferie, casa vacanze, holidays, associazioni, famiglie, gruppi.

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Casa Don Silvio Ferrari

Accoglienza

Casa Don Silvio Ferrari


Mi dice la mia casa: “Non abbandonarmi, il tuo passato è qui”.
Mi dice la mia strada: “Vieni, seguimi, sono il tuo futuro”.
E io dico alla mia casa e alla mia strada:
“Non ho passato, non ho futuro.
Se resto qui, c’è un andare nel mio restare;
se vado là c’è un restare nel mio andare.

(Gibran Kalil Gibran)



Sulla strada che conduce al colle S. Marco sorge la casa paterna di Don Silvio.
interamente ristrutturata, è divenuta oggi “Casa della Gioventù Mons. Silvio Ferrari”.
È stata inaugurata il 27 luglio 2014, alla presenza del Vescovo Mons. Domenico Berni, del Rettore Don Renzo Corbelletta, del Consigliere Regionale Gabriele Ferrari, del Sindaco di Bedonia Carlo Berni e di tanta gente, tra cui anche ex bambini e giovani che in quella stessa casa hanno trascorso gli anni più belli e spensierati della loro vita, quando per divertirsi ed essere felici bastava una manciata di sassi o una bicicletta bucata...
Dopo mesi di lavori incessanti, finalmente, questa imponente struttura della fine del XIX secolo, lasciata in eredità al Seminario Vescovile da Mons. Silvio Ferrari, ha recuperato una dignità sia architettonica che formale, dopo essere stata per troppo tempo inutilizzata e trascurata.
L’edificio, un palazzo in pietra che si sviluppa su tre piani (oltre le cantine e le soffitte), ampliato nel lato ovest alla fine degli anni Cinquanta per consentire la realizzazione delle cucine e dei servizi igienici riservati ai vari appartamenti, si estende su una superficie di oltre duecento metri quadrati su ogni piano, per un totale di seicento metri quadrati di spazio disponibile; inoltre un ampio giardino riservato, due terrazze e un cortile carrabile consentono di uscire all’aperto in tutta sicurezza, anche per i bambini più piccoli.
Sono ancora tante le persone che a Bedonia conservano bei ricordi di momenti trascorsi in quella casa, nonostante i tempi difficili e faticosi, quando ancora si doveva uscire per andare in bagno…
Oggi i servizi igienici sono al coperto, vi sono due belle cucine, due ingressi (di cui quello principale affacciato su via Don Stefano Raffi e quello secondario sul retro, a cui si accede dalla scala in pietra a lato dell’edificio), quattro sale da pranzo, una vera e propria centrale termica, un mini-appartamento con servizio privato e nove camere da letto, di cui due ampie stanze, per un totale di novanta posti letto.
Due grosse pompe di calore e un impianto elettrico innovativo permettono di contenere al massimo i costi di consumo, così da ridurre anche le tariffe di ospitalità.
La struttura, un tempo suddivisa in sei piccoli appartamenti, oggi è destinata ad ospitare gruppi di giovani, famiglie, pellegrini che desiderano vivere in completa autonomia momenti di pace e di tranquillità nel loro soggiorno a Bedonia.
Un’iscrizione sulla porta di ingresso principale e due quadri collocati all’entrata di ogni accesso commemorano il proprietario benefattore, di cui si ricorda la grande attenzione per i giovani e la cultura: “A Mons. Silvio Ferrari, con riconoscenza, 8 luglio 2014”.
Già, otto luglio, festa liturgica della Madonna di S. Marco, Madre di Consolazione, giorno in cui don Silvio concludeva questa vita per salire al Cielo.
Coincidenze, le chiamano alcuni, Volontà del Padre, per altri…



Mons. Silvio Ferrari

È nato a Bedonia, nella casa paterna in Via Don Stefano Raffi, il 19 maggio 1892 da un’ottima famiglia di salde radici cristiane che ebbe il privilegio di consacrare a Dio ben quattro figli: tre sacerdoti, Don Giovanni, Don Dorino, Don Silvio, e una religiosa, Suor Adele.
In famiglia il giovane Silvio imparò ad amare e venerare la Madonna di San Marco, alla cui devozione dedicherà tutta la vita. Entrò presto nel Seminario di Bedonia, a pochi metri dalla sua abitazione. Lì terminò le elementari e frequentò ginnasio e liceo, si trasferì presso il Seminario Urbano di Piacenza per gli studi Teologici, che dovette interrompere perché richiamato per il servizio militare nella I Guerra Mondiale.
Fu consacrato Sacerdote a Piacenza nel 1916 approfittando di una settimana di licenza, ma subito ripartì per il fronte.
Nel 1918, conclusa la guerra, per due anni fu curato a Pianello Valtidone.
Nel 1920 fu nominato Professore di Matematica e Scienze ed Economo presso il Seminario di Bedonia, incarichi che ricoprì fino al 14 luglio 1968, domenica della Festa della Madonna di San Marco, giorno della sua morte.
Molti i mesi di sofferenza vissuti con cristiana pazienza. «Tutto – ripeteva alla zia Mariuccia, sua nipote, che lo assisteva amorevolmente – offro al Signore per i miei Seminaristi, per il Seminario, per il Santuario, per l’Orfanatrofio e per L’Araldo».
A lui e al suo collaboratore dal 1947, Mons. Renato Costa, dobbiamo quasi tutte le opere che hanno reso grande il Santuario e il Seminario.
Don Silvio si fidava ciecamente di Don Costa, alla cui intraprendenza e capacità di tessere rapporti affidava la possibilità di realizzazione pratica dei suoi progetti. Tutti i montanari sanno che fu proprio Don Costa a mettere le ali ai sogni di Don Silvio.
Le opere più importanti, che Don Silvio è riuscito a realizzare coinvolgendo i fedeli vicini e lontani attraverso “L’Araldo”, sono innumerevoli; ai suoi successori, soprattutto a Don Costa che lo sostituì come Economo, il compito di completarle, arricchirle ed utilizzarle, adeguandole ai tempi, nonché di tener viva fra la gente la devozione alla “Madonna della Consolazione” che amò tanto da spendere tutta la sua vira per promuoverne il culto.Fu anche un ottimo Professore, amato e rispettato da tutti i suoi alunni che a lui si affidavano sicuri della sua benevolenza, del suo affetto, e del suo sapere.
(Filippo Dell'Amico)


Opere realizzate da Mons. Silvio Ferrari quando svolgeva il compito di Economo presso il Seminario

1927:

Fonda e inizia la pubblicazione de
L’Araldo della Madonna di San Marco”.

1928-1935:

Restauro e ampliamento del Seminario
con la costruzionedella Palazzina con Torretta nel lato est.

1930:

Inizio della Riqualificazione del Parco
con la progressiva sostituzione dei castagni,
decimati dal mal dell’inchiostro e dal cancro del castagno,
con conifere di pregio e
Potenziamento delle Aziende Agricole del Seminario.

1937:

Posa della Statua bronzea della Madonna di San Marco
sulla cima del Monte Penna
e di una copia più piccola nel parco

1938:

Inizio dell’allestimento del Gabinetto Scientifico dei Seminaristi
con raccolta di moltissimi reperti e strumenti didattici;
raccolta continuamente arricchita
e confluita poi nell’attuale Museo di Storia Naturale.

1939-1955:

Nuovo Santuario

 

1939:

posa della prima pietra;
interruzione a causa della II Guerra Mondiale;

 

1948:

20 settembre: inizio delle fondamenta;

 

1952:

copertura della Cripta;

 

1953:

inaugurazione della Cripta;

 

1954:

completamento della cupola;

 

1955:

Santuario a tetto:
9 luglio: trasferimento della statua della Madonna
dalla Cripta alla chiesa superiore;

 

1966:

completamento della facciata;

 

1968:

pavimentazione del Santuario
dedicato a Mons. Silvio già gravemente malato;

1955:

erezione della Grande Croce in Ferro sulla cima del Monte Pelpi;

1962-1969:

Costruzione dell’Orfanatrofio ora Istituto San Marco,
realizzato totalmente grazie alla generosità dei nostri emigrati;

1958:

a Bedonia:
Casa di Riposo per il Clero,
primi tre appartamenti del lato est.

Il più corposo lato ovest verrà poi realizzato da Don Renato Costa.

(Maria Giovanna Bassi)

 
 
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