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Un po' di Storia

Parrocchie > Parrocchie Val Taro > Strela

Strela non ha origini antiche.
Stradella era il suo nome originario, cioè "piccola strada", e quindi luogo di passaggio da una località all’altra.
Dai vecchi documenti che trattano della nostra zona mai è ricordato il nome di Stradella, mentre la vicina Caboara, abitato compreso nella Parrocchia è di origine romana.
La piccola località a valle, Roncodesiderio invece ha origini antiche; ospitava un convento di frati. Lo stabile esiste tuttora ed il nome della località sembra derivare da Gherardo Roncodonico, uno dei tanti eredi, a suo tempo, del grande feudatario ghibellino Ubertino Landi.
Col passare degli anni questa zona di passaggio divenne centro abitato cambiando il nome in Strella e poi nell’attuale Strela.
Nel 1599 diventa Parrocchia alla dipendenza della Pieve di Bedonia. (Don Antonio Emmanueli - Le Valli del Taro e del Ceno e il suo dialetto).
Durante il dominio napoleonico il Boccia, incaricato dal governo francese di descrivere i paesi del Compartimento degli Appennini, così dice: "Due miglia all’insù da Compiano verso il Nord ai piè del monte Pelpi si trova Strella, abitata da 431 anime". Anno 1804.
Paese esposto al sole ed in zona di buona fertilità, Strela è paese agricolo anche se oggi per la persistente crisi in agricoltura la proprietà terriera non trova soluzioni razionali.
Durante la battaglia del grano del ventennio, Strela divenne a pieno titolo la regina della Valtaro per merito anche dell’impegno del parroco del tempo, Don Alessandro Sozzi, che profuse ogni suo sforzo oltre che per la Chiesa anche per l’agricoltura. Era stata decisa perfino la costruzione in loco di un deposito del Consorzio Agrario.
Il secondo conflitto mondiale fu tragico per questo paese e il 19 luglio 1944 vi furono assassinate durante il rastrellamento, e senza una ragione ben definita, 17 persone, fra cui anche lo stesso Don Sozzi e Padre Bracchi da Borgotaro.
Le ipotesi del perché sono ancora tutte senza risposta, solo il tempo potrà stendere un velo di pietà e di perdono, mai di dimenticanza.
Il paese seppe risorgere dalla rovina della guerra. Oggi è totalmente ricostruito con la canonica nuova, la Chiesa nuova, il campanile del 1878 ristrutturato e dotato di un complesso di campane che sono l’orgoglio del paese e del Parroco Don Capella.
Fra i cittadini illustri di questo paese ricordiamo:
Stefano Dolcino, nato a Strela nel 1462 e morto a Milano nel 1505. Fu letterato assai distinto.
Don Antonio Emmanueli, "Torretta" nato a Sambuceto nel 1810 e sepolto a Strela nel 1892. Fu Parroco di San Francesco in Piacenza e nel 1848 durante la guerra di indipendenza divenne uno dei cinque membri del governo provvisorio, carica che lo costrinse a scappare poi da Piacenza dopo la disfatta di Novara del 23 marzo 1849. Piacenza gli ha dedicato una strada.
Il paese è ottimamente servito di strade che vanno in tutte le direzioni, verso Bardi, verso Borgotaro e verso Compiano-Bedonia.
D’estate il rientro degli emigrati francesi e americani e di alcuni milanesi rende la vita più allegra, animata e forse avviata ad un futuro maggiormente vivibile.
Il Cimitero ospita il Sacrario dei Caduti di tutte le guerre di tutto il Comune.


 
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