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Un po' di Storia

Parrocchie > Parrocchie Val Ceno > Chiesiola

Chi sale verso Anzola, ma ancor meglio guardando dalla parte di Romezzano al versante opposto, può ammirare il paese di Chiesiola.
Come ogni paesino di montagna, vi si possono trovare alcune case (un tempo più numerose ancora), che attestano la loro antichità. Infatti, su architravi con croci e simboli vari, sono scolpite date che ci riportano a secoli passati: “1499 DIE 10 IULII”, “A DI 15 IUNI 1595”. In particolare nel muro di casa Borlenghi si può leggere: “1600 RDDT VET B”e su un architrave interno: “IESUS ND ... REX”.
Il gruppo familiare più consistente - meglio: il cognome più diffuso - è Moglia, da cui sorsero anche vari Sacerdoti.
Chiesiola (nei documenti si trova anche: Gisiola, Chiesuola) ma il nome sta ad indicare una “piccola Chiesa”; sorta come cappella dipendente dalla Pieve di Calice, che a sua volta apparteneva al Monastero di S. Colombano di Bobbio.
In seguito alle disposizioni del Concilio di Trento, venne eretta a parrocchia con la chiesa dedicata a S. Giovanni Battista.
La chiesa attuale è stata costruita nel 1714 e restaurata all’inizio del secolo scorso. All’interno è possibile ammirare, nelle cappelle di destra e sinistra, ancone a stucco con due colonne lisce e tortili d’inizio 1700. Meritevole di attenzione è l’altare maggiore in marmi di chiaro influsso ligure, opera probabilmente di Giuseppe Solari, che realizzò anche quello di Montarsiccio.
Un tempo sopra l’altare era appeso il caratteristico baldacchino (o capocielo) che è stato rimosso e collocato in sagrestia. Dietro l’altare vi è un bellissimo coro in noce intagliato, mentre in sagrestia è collocato un cassettone, ossia un credenzone rustico a 4 cassetti, con formelle di tipo piacentino, risalente, come il coro, al primo periodo del 1700; vi si conservano due pianete in seta di fine 1700 con ornamenti in disegno a grandi fiori, foglie ed altri motivi in giallo oro.
In merito alla popolazione si può tenere presente quanto Mons. Domenico Ponzini ha pubblicato sull’Araldo (Febbr. 1990, pag. 24-25): nel 1628 vi erano 60 persone; nel 1914: 250; nel 1939: 225 e nel 1986: 45.
Il Boccia però nel suo “Viaggio ai Monti di Parma - 1904; annota: "...è abitata da 430 anime” (mentre il Molossi ne annovera 469), ma con ogni probabilità assomma alla popolazione di Chiesiola anche quella di Spora tanto più che tale paese non viene segnalato nella rassegna del capitano Boccia, come Tomba, che era “sezione della parrocchia di Montarsiccio”.
Oggigiorno Tomba è unita a Chiesiola per cui facciamo una tappa anche in questa minuscola comunità, pregevole per la sua posizione isolata, ma amena, con una sua storia.

Tomba ha la sua chiesina costruita a fianco di un antico oratorio, che si potrebbe chiamare chiesina, in quanto avendo le sepolture interne, sotto il pavimento, fa risalire le sue origini almeno al 1700, cioè prima dell’avvento di Napoleone, nel cui ordinamento riguardante la sepoltura dei defunti, imponeva l’obbligo di un luogo appropriato fuori del centro abitato.
La nuova chiesetta venne eretta nel XIV secolo, mentre il campanile risale alla seconda metà del XX. Questa chiesa ebbe anche un cappellano, don Lazzaro Bruni. Nato in paese il 17 marzo 1826, fu ordinato sacerdote nel 1855 e mandato come curato a Le Mose. Nel 1888 tornò a Tomba dove rimase per 20 anni, fino alla morte avvenuta il 16 aprile 1908. Fu sepolto nel piccolo cimitero.
La chiesa è dedicata all’Apostolo S. Bartolomeo, di cui vi è una olio raffigurante S. Bartolomeo in veste verde e manto rosso con in mano un coltello, segno del martirio. L'Apostolo, infatti fu scorticato vivo come si può vedere nella piccola immagine di un quadretto collocato a fianco della nicchia, che racchiude la statua.
La piccola chiesa ospita anche Santa Lucia, Sant'Antonio da Padova e una piccola statua in marmo della Madonna con alla base la scritta: MATER MISERICO (sic!) un tempo collocata in una cappellina che sorgeva al centro del paese e demolita quasi 5o anni fa.
Nel coro c’è lo stendardo di N.S. di Caravaggio, acquistato nel 1888 forse in occasione dell’ingresso del parroco don Lazzaro Bruni. C’è anche l’immagine di N.S. di Lourdes.
Dal campanile fa sentire la sua voce un’antica campana dalla forma allungata, fusa nel 1575; porta incisi due medaglioni su uno dei quali sono  evidenziati l'immagine della Madonna e una croce con disegni geometrici ed iscrizione.
Si può ricordare come provenisse da Tomba il primo defunto sepolto nel cimitero di Santa Giustina, costruito secondo le nuove disposizioni imposte da Napoleone: un certo Pasquale Bruni morto il 7 febbraio 1817.
Fa parte di Chiesiola la piccola frazione di Fornolo, dove un tempo si potevano ammirare antiche case e cascinali risalenti al 1788-1790, e ormai scomparsi per fare spazio ad una bella piazza che accoglie quanti vanno a rifocillarsi nel vicino “Girasole"; una soluzione che potrebbe impedire il definitivo abbandono della montagna.

 
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